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I Nostri Tempi

Firenze 01/05/2005



I nostri tempi:
giovanissimi e antichi,
imparzialmente
di Luciano Alberti
I Nuovi Eventi Musicali sono alla soglia del loro primo lustro e si intitolano, per questa stagione, ai Nostri tempi.
Guardiamolo un po’ da presso questo team dei fondatori. Sono cinque. Di essi, Mario è quello che - soprattutto - medita, legge (verisimilmente con il lapis in mano, pronto a segnare in margine frasi, periodi, pagine intere: di cui far tesoro nella pubblicazione del programma generale, di anno in anno), dà esami (la laurea, tra poco), fa musica; è quello che in pubblico più parla. Matteo, nel più vivace impegno di programmazione, condivide le attività di Mario, contemperandole con lo studio e con l’alta pratica di uno strumento quale il pianoforte: il più impegnativo e il più speculativo. Lorenzo, la viola, addirittura compone: naif? molto acculturato anzi; ma anche molto spontaneo, per carattere e per convinzione. Lorenza gira per il mondo suonando da par suo il proprio violino (anche con Lorin Maazel e con Claudio Abbado). Martina vive la musica - chitarra e canto - in una dimensione limpida, essendo, nel gruppo, la personificazione di una disponibilità a tutta prova. Tutti si guardano attorno e guardano lontano.Ciascuno fa sue le esperienze degli altri, in un confronto continuo, cementato dall’amicizia.
Con i classici leggono i non classici; i giornali; anche i classici del fumetto.
Tutti e cinque sono percorsi dal desiderio di rinnovare il mondo: come usava nei giovani generosi di altre generazioni; quasi un’eccezione, oggi. Il fervore palingenetico si suscita dal di dentro della loro stessa Firenze. Lavorano molto. La calamitazione si estende ad Alice (violoncellista), a Edoardo (viola), a Claudia (flauto) e via via ad altri coetanei straordinari …E a musicisti molto affermati, cui piace unirsi a questi giovani per alcuni dei loro programmi particolari, in un rapporto di stima affettuosa.
Alle spalle c’è un maestro raro: Pier Narciso Masi. Ma perché alle spalle? È al loro fianco. In questo 2005 egli espone se stesso e i suoi allievi nel cartellone dei Nuovi Eventi Musicali. E ci sono altri adulti, chierici e laici della musica (genitori compresi), a vario titolo fiancheggiatori. Uno straordinario spazio - ideale e fisico - assai più che favorire, determina la coesione: è lo spazio della Badia Fiesolana, che i cari successori di Padre Balducci aprono ai “ragazzi”, con tutto il cuore. Quella che circola è pur sempre la buona aria musicale di Fiesole. Dalla Badia, nei nostri amici, si alimenta la vocazione planetaria.
Per l’ultimo anniversario balducciano, una domenica di questo aprile 2005, la messa domenicale si è costellata di canti congolesi e australiani, macèdoni e dal Camerun. È stata la rivelazione, a Firenze, di un bel Coro Multietnico, fatto di giovani provenienti da Bologna. Eccome se era musica, anche quella. Poco importa che sia sfuggita alla calendarizzazione ufficiale. Del resto, ad essa sfuggono tante altre manifestazioni a latere.
Nel cartellone ufficiale - in questo e nei precedenti - è facile accorgersi come la stessa attenzione “colta” si spinga in ampie lontananze geografiche.
Fin dal primo anno di vita ha fatto spicco la predilezione per Schnittke, e quindi il coinvolgimento diretto, iterato, di chi a Schnittke è stato vicino: la moglie del Maestro e vari amici musicisti. Da Mosca, con loro, l’anno scorso, un grande coro - il più bello, il coro di Polyansky - ci ha fatto ascoltare per la prima volta, di Schnittke appunto, l’emozionante Requiem. Fu mobilitazione da grande istituzione: risultato straordinario di questo pugno di animosi.
In vitale contiguità si spiega la predilezione per Shostakovich, che ora - nel 2005 - si ribadisce dal principio alla fine della stagione, costituendone il suggello - il 31 ottobre - con la versione cameristica della Sinfonia n. 15. E di meridiano in meridiano - da est verso il nostro occidente - ecco ora Ligeti, intanto con una formidabile curiosità: il Poema sinfonico per 100 metronomi, che farà da martellato, picchiettato lever de rideau ai concerti iscritti nell’Estate Fiesolana, il 1° giugno. Con un “richiamo” ulteriore, pianistico.
C’era da aspettarci che all’allungo nello spazio e agli affondi nel tempo, nella storia (retrospettivi fino a toccare, l’anno scorso, Guillaume de Machaut) corrispondessero slanci verso prospettive nuovissime.
L’impegno del titolo, I nostri tempi, si dispiega a chiare note in questo primo programma. Dopo i 100 metronomi di Ligeti si staglia l’etichetta Radiohead. I contatti con Thom Yorke sono stati simpaticamente presi; la band un bel giorno verrà. Intanto questi campioni, così cari al pubblico più giovane, sono lieti che il loro “materiale” - cinque pezzi, ora per la voce di Cristina Donà - compaia a Firenze in compagnia di musicisti illustri, da cui si dicono influenzati. Gli altri nomi del programma sono Shostakovich, la Gubaidulina - per due brani preziosi - e Penderecki; con il ritorno alla base rappresentato da Brahms.
Gonzalo Rubalcaba sarà altra punta acuminata e smagliante della stagione, il 26 giugno: pianista jazz, cubano, tra i massimi, oggi; musicista strepitosamente multiverso, ospite a Berlino della Philarmonie e - premiatissimo - della EMI.
“Tutto è musica”: a quote alte, beninteso. Il rimescolamento delle carte è segno di una fantasia giovane, che ama colloquiare con i coetanei.
Di meridiano in meridiano, si diceva (da est verso di noi), e di tempo in tempo: dall’Ungheria di Ligeti (e di Bartòk, sia ben chiaro) alla Moravia di Janacek. Questo grande che troppi continuano a dimenticare i nostri amici lo hanno sempre tenuto sott’occhio. Di lui, ora, presentano il capolavoro più singolare per formato, per struttura: il Diario di uno scomparso, suite di 22 canzoni che si configurano in una unitaria quasi-scena-drammatica.
I Nuovi Eventi Musicali 2005 si distribuiscono in due periodi diversi e in più sedi.
Il primo periodo - dal 14 maggio al 26 giugno - si svolge negli spazi della Badia Fiesolana - tra la Sala degli affreschi, godendo dell’ospitalità dell’Istituto Universitario Europeo, e la Chiesa - salendo una volta alla Cattedrale di Fiesole e scendendo due volte in città, alla Sala Vanni. Il secondo periodo - dal 10 al 31 ottobre - ha come sedi ancora la Sala degli affreschi della Badia e uno spazio nuovissimo: l’ Auditorium al Duomo (in Via Cerretani), ricavato da un vecchio cinema e da un hotel antico, ora ristrutturato. I voti per la consacrazione musicale di questa “casa” sono sostenuti dalla fiducia in un’ospitalità quanto mai amica.
Nei suoi due periodi, questa stagione non smentisce la propria intitolazione, nel momento stesso in cui ingloba un Progetto Bach e – appunto - I nostri tempi: sono cinque programmi aperti alla Scuola di Pier Narciso Masi, fra cui si inserisce una serata (non bachiana) affidata a Pier Narciso in persona. Secondo quella varietà combinatoria che ha connotato da sempre i Nuovi Eventi Musicali - e che non è facile disinvoltura, ma vissuta libertà musicale, magari con il gusto, talvolta, di una calcolata spregiudicatezza - il Bach del Clavicembalo ben temperato si accosta, oltre che ai sublimi coetanei Haendel e Scarlatti, ai novecentisti più diversi - Hindemith e Britten; ancora Janacek e Shostakovich; e Prokofiev - i quali, secondo tale accostamento, vengono assunti nel crisma, ormai, di una classicità luminosa: né più né meno che i maestri dell’aureo filone austrotedesco - Beethoven, Schubert, Schumann, Brahms - e non diversamente da Chopin: assunzione, questa, preziosamente trasversale. Come si vede, ora, per il corrente 2005, gli amici dei Nuovi Eventi hanno voluto essere - era giusto, era l’ora; ma non c’era ragione di forzare i tempi – imparziali tra classicità e contemporaneità. Che il loro approccio alla contemporaneità resti selettivo e “scorciato” è cosa più che legittima; molto cauto per ora, si potrà anche dire, in fatto di contemporaneità italiana. Ne è stato scelto Matteo D’Amico: in grazia anche di un dichiarato omaggio a Mozart. Il quale omaggio si accampa in un programma in cui il nome di Mozart si associa a uno strumento inconsueto per questo Autore: all’organo. Il concerto avrà luogo nella Cattedrale di Fiesole, il 7 giugno, e dispiegherà un’orchestra di venti persone. E ancora: la serata fa seguito a un pomeriggio in cui di Mozart si sarà parlato molto, alla presentazione di un libro edito da Einaudi - Mozart. Verso il Requiem - di Ernesto Napolitano (sempre a Fiesole, nell’Aula Magna del Seminario): il volume è una profonda, sorprendente speculazione attorno a chi, davvero, è stato un Mistero: insieme gaudioso, glorioso e anche doloroso. Chi solo scorra le pagine del presente volumetto (come chi abbia scorso quelle dei volumetti precedenti), non si stupirà che i Nuovi Eventi Musicali si aprano ai libri: sono pagine disponibili a riflessioni le più intense, come ad aforismi, ovvero a frasi le più icastiche. Ora sono stati scelti brani da diari e da lettere di grandi e grandissimi: con i quali può succedere che una lista, un’elencazione contingente - ci torna a mente la cassaforte di Murolo - si illuminino di vita. In più casi, sono frammentini di genialità. Non guideranno propriamente all’ascolto. Ma ci faranno bene comunque.
Luciano Alberti


Associazione Nuovi Eventi Musicali - Viale dei Mille 131 - 50131 FIRENZE